Ios 10 Public Beta 

img_2227Finalmente anche per noi, iscritti amatoriali al programma pubblico di beta testers AppleCare , è arrivato il giorno del rilascio di iOS 10. (Se non siete iscritti potete farlo andando su beta.apple.com). La versione ufficiale più stabile sarà rilasciata per tutti a Settembre, insieme ad iPhone 7 (o iPhone Pro come alcuni sostengono che si chiamerà). Ebbene, ecco una rapidissima carrellata di novità ed impressioni.

Blocco, Centro Notifiche Spotlight: nella schermata di blocco compaiono notifiche più leggibili e chiare, più ricche e pulite e molto più interattive. Senza sbloccare il telefono è possibile fare praticamente tutto da ciascuna notifica: dai messaggi ai promemoria, dalle notizie ai post di Facebook, da Whatsapp a Instagram. E’ inoltre possibile accedere alla fotocamera con schermo bloccato semplicemente scorrendo verso destra, in modo da essere subito pronti qualora ci si presentasse l’occasione per uno scatto improvviso.  img_2234img_2233Il centro notifiche si è interamente rinnovato ed arricchito, così come la schermata che si ottiene trascinando dall’alto in basso. Qui le icone di attivazione e disattivazione servizi sono a colori, sono stati riposizionati alcuni tasti, principalmente il night shift che ora è attivabile anche in modalità non disturbare ed aereo, mentre la gestione della musica ha una schermata dedicata che si ottiene scorrendo verso destra la schermata. Si ha anche la possibilità di gestire l’output sonoro (ad esempio Apple TV, Speaker, Cuffie) ed il tutto anche da blocco schermo. 
img_2235Rimanendo in tema di Musica, ci sono enormi novità nella applicazione, che si presenta in forma decisamente molto più intuitiva e gestibile, permettendo finalmente di non impazzire coi sotto menù per scaricare brani fisicamente nel telefono o per creare playlist.
La musica come detto è gestibile inoltre dal blocco schermo, dalla schermata di controllo che si solleva dal basso e dal Centro Notifiche, oltre che ovviamente da Siri. img_2241Grandissime novità per la app Messaggi, che si modifica ed arricchisce di numerose funzioni di inserimento e condivisione nonché di app dedicate per la scrittura e gli emoji. È possibile ora condividere disegni, animazioni, scrittura a mano libera, musica, ma anche di dare un tono al messaggio, che sia urlato o sussurrato, arrabbiato o affettuoso. Sembra inoltre che con le prossime beta sparirà il selettore della lingua, poiché la lingua verrà individuata in maniera automatica in base alla digitazione.Siri adesso si occupa praticamente di ogni funzione ed applicazione ed ha anche in italiano la versione voce maschile.

img_2237 Tra le nuove funzioni spicca il “raise to wake”, basta infatti sollevare iPhone per veder comparire schermata e notifica

Altra grande novità la funzione Casa, da dove sarà possibile gestire qualsiasi apparato interattivo nella propria abitazione, lista che va via via arricchendosi di straordinarie e futuristiche invenzioni per gestire apertura porte e cancelli, antifurti, illuminazione, elettrodomestici e molto altro. img_2239Moltissime altre funzioni ancora da scoprire e devo dire una beta finora molto stabile, al momento non ho avuto alcun intoppo.

Tutto su Siviglia

Avenida de la Costitución

Capitale dell’Andalusia, nella Spagna del sud, regione vasta ed autonoma dal clima mite in inverno e torrido in estate, Siviglia si conferma, come ricordavo dalla mia prima visita nel 2008, una città spettacolare e fra quelle che amo di più in assoluto. E’ questa la stagione migliore, insieme all’autunno, per visitarla senza soccombere al caldo che, in Luglio ed Agosto, segna il record europeo. Il centro storico è fra i più vasti d’Europa e si suddivide in più zone dalle distinte anime e caratteristiche, una serie di barrios tutti splendidamente ricchi di cose da vedere e fare.Nel Casco Antiguo, cuore turistico, sorge la Giralda, oggi torre campanaria dell’immensa Cattedrale Gotica, che fu minareto della moschea moresca al tempo della dominazione araba. Adiacente alla Cattedrale, spicca il meraviglioso edifico de l’Archivo de Indias, al cui interno sono custoditi milioni di pagine di migliaia di manoscritti dalla scoperta dell’America in poi: particolarmente emozionante è leggere le pagine redatte da Cristoforo Colombo, sepolto nella Cattedrale, che descrivono lo sbarco ad Hispaniola, leggere il dizionario delle parole dei nativi americani o ancora l’elenco dei prodotti scoperti, assaggiati ed importati dal nuovo mondo. Siviglia è stata la porta di partenza e ritorno dalle colonie, a questo si deve la sua dimensione ed importanza. Percorrendo la vastissima e pedonalizzata Avenida de la Constitución verso Sud, si raggiungono con un po’ di pazienza sia la Torre de Oro, altro reperto della dominazione araba, e l’imponente Plaza de España, con l’edificio monumentale a semicerchio. Alle spalle della Cattedrale e dell’Archivio, ecco il Real Alcazar, la fortezza ancora oggi utilizzata stagionalmente dalla famiglia reale spagnola. Regalatevi una visita completa di questo palazzo con i suoi immensi giardini e le sue decorazioni scintillanti di maioliche ed oro, dopodiché, dal Patio de Banderas, immediatamente di fianco, attraversate i due piccoli archi bianchi ed immergetevi nella Juderia, il quartiere ebraico di Santa Cruz, con i suoi vicoli intrecciati colmi di negozi e ristoranti.

Archivo de Indias

Questa è la zona nella quale si concentra la maggior parte dei turisti, i monumenti sopra citati sono tutti conosciutissimi e frequentatissimi e chi dispone di un giorno o due soltanto rischia di fermarsi qua, avendo scoperto appena un quinto della città. Percorrendo invece la principale via di Siviglia in direzione nord dalla Cattedrale, si raggiungono le zone che preferisco. Ecco Plaza Nueva con il palazzo dell’Ayuntamiento  (Municipio), superato il quale due lunghe strade pedonali parallele fra loro, Calle Sierpes e Calle Tetuan, segnano il paradiso dello shopping, con negozi delle marche più note ed internazionali mescolati ad altri di prodotti locali ed insoliti: qualsiasi traversa si percorra in qualunque direzione racchiude una sopresa e, come racconta una nota canzone di Niccolò Fabi, sono le vie secondarie ad offrire i prodotti più interessanti. Spostandoci ad est, è imperdibile Plaza de Alfalfa, alberata e tranquilla zona popolare ed alternativa della città. Da qui, suggerisco una passeggiata nelle calles Perez Galdos e Ortiz de Zuñiga, dove si trovano alcuni fra i negozi miei preferiti. Proseguendo verso est dalla piazza si raggiunge Casa de Pilatos, un palazzo in stile tipicamente andaluso la cui visita merita un posto nel vostro programma.

Metropol Parasol

Le due vie pedonali di cui sopra, in direzione Nord, ci portano fuori dal centro storico/commerciale, ed una volta percorsa la frenetica Calle Laraña e visitato l’imponente Metropol Parasol, una struttura panoramica modernissima a copertura di Plaza de la Encarnacion, avrete visitato praticamente quasi tutto quello che le guide più superficiali vi indicherebbero. Invece, ci sono ancora molte soprese. Dal Parasol, subito a nord si apre uno slargo che ci permette di raggiungere e percorrere la Calle Feria, dal nome dell’omonimo quartiere, lungo la quale si susseguono una serie di esercizi commerciali di svariato tipo. Anche qui, come nel resto della città, le case sono soprattutto bianche con rifiniture giallo ocra, il colore simbolo di Siviglia e dell’Andalusia. Dopo una sosta al meraviglioso mercato coperto, ricco di banchi alimentari e di piccoli ristorantini dalla eccellente qualità, potrete proseguire fino ai resti della cinta muraria di Siviglia e dare uno sguardo al Parlamento Andaluso.

Al termine di Calle Sierpes, dove spicca riconoscibilissima la storica pasticceria Campana, ed al termine della sua parallela Tetuan, di cui ancora una volta userò il termine nord come punto di riferimento, potrete percorrere una delle due proiezioni di queste vie, rispettivamente Amor de Dios e Trajano, per spostarvi ulteriormente a nord e raggiungere l’immensa e spettacolare Alameda de Hercules. Si tratta di uno spazio immenso, alberato e pavimentato, decorato e ristrutturato recentemente con fontane, panchine, tavoli e tettoie coperte e completamente circondato da locali. Inutile dire che la sera questa piazza trabocca di vita poiché offre praticamente tutto: dalle tapas alla cucina internazionale, dal pub al ristorante di lusso, dal cinema al teatro, il tutto con un sapore di festa paesana e una sensazione di rilassatezza. Prima di elencare alcuni consigli, concludo con il quartiere di Triana, oltre il Rio Guadalquivìr, dove potrete ammirare un moderno museo della ceramica e passeggiare su Calle Betis godendo di numerosi locali in cui sedersi a sorseggiare qualcosa guardando lo skyline di Siviglia oltre il fiumeDove Mangiare:

La Giralda

  • La Cantina: il mio pesce fritto preferito in assoluto: affacciato sul lato sud del Mercato di Feria, in una piccolissima corte, questa minuscola ma organizzatissima friggitoria offre pesce freschissimo cucinato sapientemente, ad un prezzo oserei dire ridicolo. Un Frito Variado composto da Alici, Gamberi, Sogliole, Spatola, Baccalà, Merluzzo, Calamari e molto altro, sufficiente per due persone, accompagnato con due birre, appena 14€
  • Bodega Dos de Mayo: a pochi passi sia da calle Campana che da Alameda de Hercules, questo locale di grande successo e molto frequentato offre decine e decine di tapas (assaggi monoporzione). Unica grande difficoltà è la scelta. Ogni tapa costa 2,50€, il servizio è self service ma c’è moltissima disponibilità ed il servizio rapidissimo ed efficiente.
  • Casa Ricardo – Antigua Casa Ovidio: consigliati dal nostro padrone di casa, abbiamo scelto di dare carta bianca al cameriere Jesus, che fino al nostro stop ci ha portato una rassegna di piatti molto elaborati, originali e gustosi. Un servizio eccellente accompagnato dall’elemento sopresa all’arrivo di ogni portata. Lo Chef Ricardo è venuto anche al tavolo a presentarsi, il posto è decisamente particolare, ai limiti del Kitsch poiché tappezzato da immagini sacre e di persone nell’atto di ricevere la comunione, ma anche questo lo rende particolare.
  • Lonja de Feria: ancora una volta al mercato di Feria, stavolta sul retro, dove si apre una corte molto vasta disseminata di micro ristoranti spagnoli ed internazionali, fra loro convenzionati, dove tapeare mischiando cibi peruviani e giapponesi, cinesi e messicani, spagnoli e thailandesi.
  • El Cartuchito: incantevole chiosco affacciato su Plaza de Alfalfa che offre piccoli cartocci di Jamon iberico, Chorizo, Formaggi, Olive ed altri snack, da accompagnare ad una birra o ad un Tinto de Verano (vino rosso e gazosa).

Consigli vari:

  • Come raccomandato dagli stessi Sivigliani, evitare la visita nei mesi di Luglio ed Agosto
  • I negozi mediamente aprono dalle 10 alle 14 e dalle 17/17:30 alle 21/21:30, nelle ore intermedie la città è semi deserta, a causa del caldo, ed anche i principali musei restano chiusi, organizzatevi in modo da poter rientrare ai vostri alloggi per una pennichella
  • L’orario di cena è dalle 21 alle 23:30, siamo molto più ad ovest di Londra ma con lo sesso fuso orario di Roma pertanto la luce solare è spostata di molto in avanti rispetto alle nostre abitudini: meglio dormire un po’ di più al mattino e considerare di uscire per il dopocena non prima di mezzanotte e mezza.
  • Siviglia è una città da suddividere in zone: prendete una mappa del centro e scegliete uno/due quartieri al giorno al massimo: le distanze sono piuttosto elevate e già ad Aprile/Maggio il caldo potrebbe affaticare anche il turista più allenato
  • La Sevilla Card, che consente l’accesso a diversi siti di interesse, a parer mio è conveniente solo se acquistata per la durata di 24 ore e se, nella giornata, si riescono a fare almeno 4 attrazioni. Tuttavia, per le ragioni sopra, questo risulterebbe estenuante e per un risparmio talmente esiguo che a me non sembra valere la pena
  • Alla data odierna, soltanto una linea della metropolitana, esterna al centro, è in funzione. Una unica linea di Tram parte da Plaza Nueva e si dirige a sud/sud est, pertanto considerate solo le vostre gambe, oppure il bus circolare esterno al centro. Gli autobus che attraversano il centro città hanno una frequenza molto bassa e concentrata nelle ore di servizio alle scuole/uffici.

 

Arte. Che cosa è? (Jan Fabre a Firenze)

Non troverete la risposta in questo post, ovviamente, ma una piccola riflessione. Trovo che ci sia una forte similitudine tra arte e religione. La religione infatti, è nel senso di colpa, nella punizione e nel premio, nel rito e nella morale che affonda i propri cardini. E soprattutto, così come l’arte, nel dubbio. Ciascuno ha il proprio gusto, il proprio carattere, la propria emozione, la propria scala delle priorità e dei valori, perciò dovrebbe risultare quasi impossibile definire un’opera universalmente bella per chiunque la osservi. Si può tentare di creare qualcosa di assolutamente spettacolare, nel quale sia evidente il genio creativo o lo sforzo intellettivo e manuale, riuscendo in questo modo a ricevere il plauso di quanto più pubblico possibile. La tendenza invece, oggi, è rimpiattare dietro alla parola arte qualsiasi cosa si voglia, praticamente tutto. Se un critico particolarmente influente definisce arte un rubinetto rotto appoggiato su un tavolo, è quasi certo che un manipolo di spettatori pagherà un biglietto per vedere tale opera, instillando a sua volta il dubbio in un secondo gruppo di visitatori, che preoccupati di non capire l’opera o di non essere all’altezza di menti più colte, aumenteranno l’interesse per quell’oggetto, e così via.  C’è un po’ di vergogna nell’ammettere di non gradire un’immensa sala vuota con una tela strappata al centro, c’è la paura di essere additati come denigratori, inesperti o  insensibili. Cosa succede quando invece ci troviamo di fronte ad “artisti” che usano provocazioni che vanno al di là della comune decenza? E’ il caso di Jan Fabre, artista Belga poliedrico, le cui installazioni occupano in queste settimane Piazza della Signoria a Firenze, la più nota è l’enorme tartaruga dorata cavalcata da un uomo.

208cz86Costui, inoltre, realizza installazioni che non riesco in alcun modo a classificare: cadaveri imbalsamati di cani  decorati a festa in uno squallido carnevale di corpi esanimi, gatti appesi a ganci da macelleria, teschi umani ricoperti da migliaia di scarabei dorati che masticano scoiattoli. Certo, sicuramente cani e gatti  erano già morti prima di utilizzarli in questi teatrini, dubito tuttavia che il Sig. Fabre abbia raccolto personalmente le migliaia di insetti già morti nei boschi delle Fiandre. È anche vero che ci sono decine di persone che ancora oggi espongono trofei di caccia nelle proprie abitazioni, o peggio, indossano le cuoia di creature delle quali neppure ci nutriamo, ma si tratta davvero di arte, o di gusto personale, seppure discutibile? Si tratta di estro, o di provocazione? Si tratta di qualcosa di così alto da essere incomprensibile, o di una semplice presa in giro dell’artista per beffare i pecoroni? La buona notizia, è che questo genere di opere non verrà installata all’aperto o in luoghi pubblici perciò, grazie alla più grande libertà che ognuno di noi ha, quella di scelta, sarà l’affluenza di pubblico ad elevare certi feticci vestiti a festa ad arte sublime o a rendere certe mostre un semplice obitorio. La brutta notizia invece è che, se da secoli esistono emulatori e falsificatori di quadri e dipinti, non oso immaginare quale genere di tentativi di riproduzione aspettarmi da questa esposizione. Nel frattempo un nutrito gruppo di persone scandalizzate (dalla stampa definite a prescindere “animalisti”) ha creato gruppi e petizioni per impedire questa mostra a Firenze. Io mi limiterò a disertare l’evento, credo che ormai le povere creature siano già divenute pelouches e più che fermare la cosa, preferisco contribuire a renderla un fiasco, cosicché non ci sia la voglia di replicare. Abbiamo già la Specola a Firenze, che per le più nobili ragioni di studio, espone quasi ogni creatura vivente da secoli, peraltro con immenso rispetto.

Lo chiamavano Jeeg Robot

img_0369I supereroi? Naaaa, non fanno per me. Non sono un grande amante delle trasposizioni cinematografiche dei più noti eroi salva-gente dei fumetti figuriamoci di quelli noti solo ai più attenti lettori Marvel & Co. Invece, questo supereroe, questo Jeeg impostore e improvvisato in una Roma dilaniata dallo spaccio e dalla corruzione, supera qualsiasi documentario, qualsiasi cine-mazzata, qualsiasi saggio o epopea sul tema Bene-Male/Gusto-Sbagliato mai trasmessi finora. Non credo esistano pellicole del genere realizzate in italia ad oggi. Non ha confronto.

Regia e colori pazzeschi, Santamaria prefetto per il ruolo, Ienia Pastorelli meravigliosa rivelazione, musiche e scenografie da cinema esportabile ovunque. Trama e soggetto godibili e narrazione fluida, grande carico di figure retoriche e di morale. Pausa.

Pausa.

Ecco, ora parliamo di Luca Marinelli, che interpreta il cattivo Zingaro. No vabbé, qualcosa di spettacolare. Mettetegli in mano Leone,  Orso, Palma, David e Oscar subito.  È sconvolgente. Sconvolgente!

Correte al cinema ora, subito!

I Cani – Aurora

aurora-i-caniDopo aver sottoscritto l’abbonamento ad Apple Music (i soldi meglio spesi, ndr), ho la possibilità di accedere e di “possedere” tutta la musica del mondo, ascoltare qualsiasi artista, brano e playlist e di ottenere suggerimenti in base ai miei gusti ed ai generi ascoltati. Ci dedico un po’ di tempo ogni giorno e una volta in auto ho sempre qualche brano o artista da ascoltare o cantare, a scapito della radio che ormai scelgo soltanto al mattino, quando su Radio Deejay c’è il Trio Medusa. In periodo sanremese, però, sono tornato per alcuni giorni alla radio e subito sono stato rapito dal brano “Non Finirà“, in rotazione ancora molto frequente su Radio Deejay, che nulla ha a che vedere con la kermesse televisiva. Una bella shazammata e via su Apple Music alla ricerca di questo artista.

Scopro così che I Cani è lo pseudonimo di un singolo artista, Niccolò Contessa, romano e con all’attivo già tre album. Scarico l’ultimo, Aurora, e lo sparo in cuffia a letto, al buio. Artisti italiani ne seguo diversi, ne amo pochi e mi entusiasmano in pochissimi, ma questo album invece mi ha veramente emozionato subito, anzi no, rapito. La voce di Contessa la trovo perfetta, leggera e pulita, una dizione fantastica ed un timbro chiaro e, ove necessario, struggente. Le sonorità sono incredibili e solo apparentemente semplici, forse un po’ retrò ma col potere di rimandare la mia mente in qualche modo a stati d’animo e cartoni animati anni ’80, ancora non ho chiaro il perché. I brani che più mi hanno fatto battere il cuore sono tre, oltre al singolo già citato.

Il posto più freddo: non capisco, non so bene come descrivere la sensazione che mi scaturisce questo testo, questo suono, questo ritmo basico e martellante che si trasforma in pura nostalgia sonora nel ritornello. Incredibile.

Baby soldato: anche qui musica e voce sono al top, una metrica nuova, originale, la storia di una modella, di sacrifici, di rinunce, di lontananza, e quel fantastico niente, niente, niente che trasporta via l’ascoltatore dopo il secondo ritornello

Protobodhisattva:  fredda e distaccata descrizione del genere umano, ridotto all’osso e ridimensionato nella sua piccolezza, con termini inconsueti e talvolta apparentemente volgari, ma con una metrica ed un sound incredibilmente catchy, sicuramente per me

Mentre ne scrivo, leggo che la critica è stata particolarmente severa verso questo lavoro, alcuni recensori si sono lanciati in accuse anche forti. Non sono un critico e non mi elevo a recensore, ma da semplice ascoltatore emozionato ed entusiasta spero di incontrare le stesse impressioni anche in qualcun altro, oltre me. Buon ascolto.

Queste le date del Tour 2016 appena annunciate:
1 aprile – Roncade (TV), New Age Club
7 aprile – Rende (CS), Teatro Auditorium Unical
8 aprile – Pozzuoli (NA), Duel Beat
15 aprile – Bologna, Locomotiv Club (special guest: Felpa)
16 aprile – Perugia, Urban Club
22 aprile – Torino, Hiroshima Mon Amour (con Todays)
23 aprile – Brescia, Latteria Molloy (special guest: Felpa)
24 aprile – Genova, Supernova Festival
29 aprile – Firenze, Auditorium Flog
30 aprile – Senigallia (AN), Mamamia

Festival delle Luci, Prato

Come noto, la Comunità cinese di Prato è fra le più popolose in Europa. A partire dagli anni ottanta infatti, un numero sempre maggiore di cittadini cinesi è giunto a Prato in cerca di fortuna nel tessile, attività appresa in parte grazie ai pratesi stessi che, nel boom economico, trovarono nella Cina il cliente ideale per vendere i macchinari usati ed ammodernare le proprie industrie. Soltanto attorno alla fine degli anni novanta ci si è accorti della enorme separazione tra la Comunità cinese ed i cittadini pratesi, ma la preoccupazione è arrivata solo nei primi anni duemila, quando la crisi economica ed il basso costo dei prodotti delle fabbriche cinesi,  comunque Made in Prato, hanno provocato la chiusura di centinaia di attività storiche locali. Oggi, che si cominciano ad intravedere timidi segni di ripresa e che si è finalmente riconosciuta una responsabilità del disastro economico anche negli industriali pratesi e nella negligenza degli organi di controllo locali, ci si rimboccano le maniche e si comincia a lavorare per una maggiore integrazione fra le due comunità. I cittadini di origine cinese, moltissimi dei quali ormai nati qui, hanno a loro volta cominciato a comprendere ed applicare le normative locali, si avverte una volontà di miglioramento e redenzione, di imparare dalle tragedie causate dallo sfruttamento della manodopera. Allo stesso tempo, molti giovani pratesi si sono attivati per la creazione di associazioni, attività ed imprese volte a promuovere una conoscenza e collaborazione perché è sempre più evidente come questa particolare realtà sociale sia una risorsa preziosa sulla quale fondare la ripresa della città. Da molti anni si è festeggia il Capodanno Cinese a Prato, ma si è trattato finora di un evento marginale, poco noto e poco partecipato. Quest’anno, invece, si è voluto celebrare in contemporanea con il Festival delle Luci, o delle Lanterne, un evento tradizionale cinese che in origine celebrava l’arrivo delle giovani ragazze in età da marito che si riunivano sotto la luce delle lanterne di carta per incontrare i futuri sposi. La manifestazione è stata un vero successo, grazie all’impegno degli enti locali e dell’associazione pratese Chi-na, nata lo scorso anno e promotrice principale. Buona parte di Via Pistoiese e di alcune vie limitrofe è stata pedonalizzata per permettere sfilate, mercatini di strada e l’esposizione di meravigliose lanterne cinesi a forma di panda, di personaggi della tradizione, di teiere, di maschere e gru, il tutto sotto una volta di lanterne rosse tradizionali. Tra le bancarelle ed i negozi aperti, una folla festosa di cittadini pratesi e cinesi si è mischiata in un clima di festa ed armonia come non si era mai visto prima. Un successo tale che si è già pensato di rendere l’evento un appuntamento fisso.

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Rüfüs -Atlas

RufusaltlasGli album che mi sono piaciuti per intero sono veramente pochi, innumerevoli sono le volte in cui, spinto dalla adorazione per una singola traccia passata per radio, mi sono precipitato ad acquistare il CD che la conteneva rimanendo deluso dalle restanti canzoni presenti. Tra le musicassette ed i CD che ho consumato per intero senza mai saltare una sola canzone mi vengono in mente Rudebox di Robbie Williams, Random Access Memories dei Daft Punk, Non Zero Sumness dei Planet Funk, Erotica e Ray of Light di Madonna. Questo Album si aggiungerà sicuramente alla lista dei favoriti, mi ha acchiappato al primissimo ascolto. Anche stavolta, come accade spesso, sono arrivato molto tardi, l’uscita risale infatti al 2013, tuttavia credo sia un valore aggiunto scovare un artista ed un lavoro che, anni dopo, riescano ad essere attuali ed emozionanti come fossero freschi di incisione. La traccia che mi ha trainato verso l’intero album è Two Clocks, che rimane saldamente la mia favorita. Da segnare nell’agenda per animare una serata divertente, un viaggio in auto verso le vacanze, una serata danzante fra amici, una mostra d’arte. I Rüfüs sono in tre, e vengono dall’Australia e questo è il loro album di debutto. Raramente i prodotti in arrivo from down under raggiungono le nostre classifiche, (ultimo caso memorabile il tormentone di Gotye “Somebodey that I used to know”). In questi giorni, è presente in radio un nuovissimo brano di questo trio promettente, dal titolo “Like an Animal”, che meglio riuscirete ad apprezzare e valorizzare ascoltando prima Atlas. Ovviamente, meglio in cuffia! Notevole la traccia che apre l’album, Sundream (sotto, il video ufficiale).

1. “Sundream” 4:35
2. “Take Me” 4:02
3. “Tonight” 3:46
4. “Modest Life” 3:42
5. “Rendezvous” 4:20
6. “Desert Night” 5:25
7. “Simplicity Of Bliss” 3:10
8. “Sarah” 4:07
9. “Unforgiven” 4:29
10. “Two Clocks” 3:48
11. “Imaginary Air” 7:04