La Lunga Via delle Dolomiti

Una Domenica perfetta come non ne capitavano da settimane, in questa estate piovosa e particolarmente mite. Da mesi avevo letto a proposito di questo percorso, da molti considerato fra i più belli al mondo, e finalmente ho avuto modo di verificarne di persona la bellezza straordinaria. La Lunga Via Delle Dolomiti è una ciclabile che segue il percorso di un’antica ferrovia dismessa nel 1964 e che collegava Dobbiaco in Alto Adige con Calalzo di Cadore in Veneto passando per il passo di Cimabanche, confine fra le due regioni, ad una altitudine di 1529m s.l.m.  E’ possibile raggiungere Calalzo di Cadore in treno, sebbene ad oggi il servizio di trasporto bici su treno da Belluno sia incredibilmente soppresso. Noi, in due, siamo arrivati in auto dopo aver prenotato telefonicamente il Bike n’Bus, servizio di trasporto con bici al seguito che copre tutto il percorso. Chi sceglie di percorrere la tratta Calalzo-Cimabanche in salita, troverà già ad inizio pista un servizio di Bike Service con noleggio e riparazione aperto dalle 8:00. Noi, non molto allenati, abbiamo programmato di percorrere la pista in discesa. La corsa mattutina parte dalla stazione del treno alle 8:50 e ragiunge Cimabanche alle 10:10 e Dobbiaco alle 10:30. Partire da Dobbiaco significa affrontare un dislivello di 350m appena partiti, ragione per cui abbiamo scelto il valico come partenza.

Raggiunto il passo di Cimabanche, siamo partiti immediatamente  verso Cortina d’Ampezzo. Il percorso si addentra subito in un bosco di altissime conifere e si pedala su un fondo di ghiaia pressata costeggiando un torrente che dopo 2km si apre nel Lago Nero. Si scende agevolmente, con una lieve pendenza, raggiungendo in breve la chiesetta dei Santi Biagio e Nicolò di Ospitale, dove sono presenti affreschi del 1200. Il torrente alla nostra sinistra precipita in una profonda gola che superiamo con un ponte e che ci porta sul tratto che fiancheggia il monte Pomagagnon. La vista si apre sull’intera vallata e si ammirano le vette Croda Da Lago, Cinque Torri e Tofane, mentre, superati due tunnel, si raggiunge Fiames e la prima delle numerose stazioni dismesse dallo stile inconfondibile e fiabesco. Poco prima di entrare a Cortina d’Ampezzo, la pista diventa asfaltata e fiancheggiata dal praterie verdissime e perfette. Decidiamo di fermarci per il pranzo al sacco su una panchina dal panorama mozzafiato, prima di parcheggiare le bici e concederci una visita di Cortina. Lasciato il famoso centro turistico, la pista, ancora asfaltata, si dirige verso San Vito di Cadore, allontanandosi più volte dalla Statale 52 prima di ritornare sterrata. Sulla destra appare l’imponente monte Pelmo, o Trono di Dio, e sulla sinistra si è sovrastati dall’Antelao, vetta più alta delle Dolomiti Bellunesi. Superato l’abitato di Vodo di Cadore, il percorso diminuisce la pendenza e si incontra qualche trascurabile salita. Seguono Borca di Cadore, Venas di Cadore, Valle di Cadore, Tai di Cadore e Pieve di Cadore, prima di raggiungere il luogo di partenza, posto a 741m s.l.m.

E’ in fase di completamento il tratto Calalzo di Cadore – Belluno, che andrà a chiudere un percorso straordinario che permetterà di andare da Lienz, in Austria, fino a Venezia e Rovigo su pista ciclabile e che fa del Veneto una regione dal record ineguagliato in quanto a chilometri di Piste Ciclabili. Tutte le informazioni sul sito ciclabiledolomiti.com.

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