Hashtag, questo sconosciuto

hashtag-header-3Internet, smartphones e tablets hanno tutti un comune denominatore: la pigrizia. E’ cominciato tutto con l’abbandono della penna e la conseguente pigrizia di scrivere a mano, complice la praticità indiscutibile di operazioni prima cartacee e ormai tutte, o quasi, digitalizzate. Nonostante il lato ecologico, indiscutibile, talvolta ci sfugge un po’ la mano, al punto che persino i biglietti di auguri che accompagnano un regalo, spesso comprato su internet e consegnato per nostro conto, sono anch’essi stampati e non hanno nulla di autografo. Subito dopo, è stata la volta della pigrizia di leggere: ci si limita sempre più di frequente a leggere titoli di articoli di giornale online senza aprirne il contenuto,  a scorrere in modo distratto testi troppo lunghi senza approfondire e focalizzandosi più volentieri sui commenti allegati, per poi precipitarsi ad aggiungere il proprio, meglio se con qualche abbreviazione, come l’orrida K al posto del CH per risparmiare anche una sola lettera, non si sa mai ci dimagrissero le dita! La nostra lingua è bella come poche, è un vero peccato imbattersi in certi delitti ortografici.

Nozioni, tecnologia e metodologie continuano ad aumentare a ritmi rapidissimi ma nonostante nessuno di noi nasca imparato, pochissimi si informano sul corretto uso dei nuovi strumenti messi a loro disposizione, anzi, si ritengono onniscienti e si avventurano liberamente nell’utilizzo del tutto personale dei moltissimi nuovi metodi di scrittura digitale. Un esempio su tutti è il famigerato Hashtag.

Un Hashtag è un cartellino, un’etichetta che accompagna una foto, una frase, un tweet, un post o un commento e che serve a categorizzarlo ed a renderlo facilmente reperibile a chi volesse interessarsi a quel particolare argomento. Se ne possono aggiungere praticamente infiniti ad ogni nostro prodotto ma abusarne o farne uso errato vanifica completamente il tutto. Perché dunque non fare un piccolo ripasso del tanto amato cancelletto?

Vediamo un esempio:

Ho scattato una foto ad un famoso monumento di Tizio che voglio pubblicare su Instagram. Il monumento è intitolato Uomo Libero e mi piacerebbe che fosse visto e commentato dagli utenti del gruppo Amanti dell’Arte, i quali hanno reso noto il loro hashtag #amantiarte da usare per partecipare al loro concorso fotografico. Infine, vorrei che questa foto la vedesse il mio amico Pippo, che mi aveva parlato di questo artista.

Una volta pubblicata la mia foto, posso scrivere insieme alla mia didascalia, come segue:

“un monumento bellissimo! #tizio #Uomolibero #amantiarte @pippo” (maiuscole e minuscole non fanno alcuna differenza, così come accade per indirizzi web ed indirizzi e-mail, ndr)

Se gli hashtag sono corretti e sono stati usati in precedenza, compariranno come suggerimento mentre li digito e se il mio amico Pippo è presente su quella piattaforma come utente Pippo (in questo caso Instagram) mi verrà a sua volta suggerito durante la digitazione come destinatario.

Chiunque volesse cercare notizie, foto o commenti circa l’artista Tizio, inserendo nei campi di ricerca a disposizione di tutti i social network l’hashtag #tizio, vedrebbe comparire tutti i tweet, le instagram, i commenti facebook o quant’altro (a seconda della piattaforma in cui si trova) relativi appunto all’artista Tizio. Comodo, specifico e selettivo!

Chi volesse cercare foto, commenti, tweet o altro a proposito di quel particolare monumento, inserirebbe #uomolibero e vedrebbe il materiale messo in rete con questo tag.

Allo stesso tempo, il gruppo Amanti dell’Arte, potrà ricercare tutte le foto partecipanti al concorso cercando l’hashtag #amantiarte che io avrei correttamente utilizzato,  mentre il nostro amico Pippo riceverà la menzione e quindi la mia foto su quella piattaforma.

Invece, non servirebbe praticamente a nulla scrivere tutto attaccato, come spesso mi capita di leggere: #tizio#uomolibero#amantiarte perché il cancelletto multiplo non viene più considerato tag, ma diventerebbe solo una lunghissima parola senza senso faticosa da leggere e brutta da vedere.

Inoltre, a poco o nulla serve scrivere pareri personali sotto forma di hashtag, ad esempio #passeggiata #fuori #porta #bellissima. La frase “passeggiata fuori porta” non potrebbe in alcun modo essere ricercata, perché scritta separatamente, e, peggio, verrebbero create ed usate categorie inutili ed incoerenti con la nostra foto: in questo caso la nostra foto finirebbe nella categoria #porta e chi cercasse ad esempio la foto di una porta con l’hashtag #porta, si vedrebbe comparire il nostro monumento, che non mostra una porta in effetti.

Peraltro, a che proposito scrivere un commento con gli hashtag, quando abbiamo del testo libero e pulito a disposizione da scrivere?

Sperando di aver contribuito a chiarire le idee anche ad un singolo lettore, chiudo questo post ma non prima di aver scelto gli hashtag da assegnare, così che questo mio post possa essere ricercato da chi volesse notizie a questo proposito. Alla prossima! 🙂

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