Spezie addosso

(poesia)

Supino, si susseguono miraggi su di me,

e con lo sguardo al cielo osservo immobile e stordito

lo zapping di colori e odori è così indefinito,

mi lascio andare all’estasi su un comodo parquet.

Nell’aria si miscelano impalpabili fragranze,

aromi si avvicendano e si insinuano nel naso

e in mille brevi istanti sotto la regia del caso

riesco ad isolarne le meravigliose danze

Con gli occhi lacrimanti per la strana nevicata,

si accendono dal nulla tanti mondi inesplorati

e popoli, costumi, ambienti così dettagliati

che ad ogni odor che svelo è un’emozione rinnovata

Mi guarda un elefante col suo ospite regale,

mentre un indiano curry si impossessa dei miei sensi

ma prima che l’immagine sfocata si condensi

un verde tè mi inebria in un oriente surreale

Di rosmarino e menta ora la vista è tutta piena

e subito la salvia rende il tutto vellutato,

noce moscata, pepe, alloro ed anice stellato,

è come se gli odori si rubassero la scena

La curcuma dorata il mio sguardo impreziosisce

è come se ondeggiassi lieve sopra al fiume giallo

ma rapida una polvere lo tinge di corallo,

in zafferano polverizza il tutto e poi sparisce

Ritorno da quei luoghi ritrovandomi in cucina,

ero caduto indietro in un maldestro movimento,

e trascinando il porta spezie giù sul pavimento,

quel sogno regalato dalla magica cortina

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