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Arte. Che cosa è? (Jan Fabre a Firenze)

Non troverete la risposta in questo post, ovviamente, ma una piccola riflessione. Trovo che ci sia una forte similitudine tra arte e religione. La religione infatti, è nel senso di colpa, nella punizione e nel premio, nel rito e nella morale che affonda i propri cardini. E soprattutto, così come l’arte, nel dubbio. Ciascuno ha il proprio gusto, il proprio carattere, la propria emozione, la propria scala delle priorità e dei valori, perciò dovrebbe risultare quasi impossibile definire un’opera universalmente bella per chiunque la osservi. Si può tentare di creare qualcosa di assolutamente spettacolare, nel quale sia evidente il genio creativo o lo sforzo intellettivo e manuale, riuscendo in questo modo a ricevere il plauso di quanto più pubblico possibile. La tendenza invece, oggi, è rimpiattare dietro alla parola arte qualsiasi cosa si voglia, praticamente tutto. Se un critico particolarmente influente definisce arte un rubinetto rotto appoggiato su un tavolo, è quasi certo che un manipolo di spettatori pagherà un biglietto per vedere tale opera, instillando a sua volta il dubbio in un secondo gruppo di visitatori, che preoccupati di non capire l’opera o di non essere all’altezza di menti più colte, aumenteranno l’interesse per quell’oggetto, e così via.  C’è un po’ di vergogna nell’ammettere di non gradire un’immensa sala vuota con una tela strappata al centro, c’è la paura di essere additati come denigratori, inesperti o  insensibili. Cosa succede quando invece ci troviamo di fronte ad “artisti” che usano provocazioni che vanno al di là della comune decenza? E’ il caso di Jan Fabre, artista Belga poliedrico, le cui installazioni occupano in queste settimane Piazza della Signoria a Firenze, la più nota è l’enorme tartaruga dorata cavalcata da un uomo.

208cz86Costui, inoltre, realizza installazioni che non riesco in alcun modo a classificare: cadaveri imbalsamati di cani  decorati a festa in uno squallido carnevale di corpi esanimi, gatti appesi a ganci da macelleria, teschi umani ricoperti da migliaia di scarabei dorati che masticano scoiattoli. Certo, sicuramente cani e gatti  erano già morti prima di utilizzarli in questi teatrini, dubito tuttavia che il Sig. Fabre abbia raccolto personalmente le migliaia di insetti già morti nei boschi delle Fiandre. È anche vero che ci sono decine di persone che ancora oggi espongono trofei di caccia nelle proprie abitazioni, o peggio, indossano le cuoia di creature delle quali neppure ci nutriamo, ma si tratta davvero di arte, o di gusto personale, seppure discutibile? Si tratta di estro, o di provocazione? Si tratta di qualcosa di così alto da essere incomprensibile, o di una semplice presa in giro dell’artista per beffare i pecoroni? La buona notizia, è che questo genere di opere non verrà installata all’aperto o in luoghi pubblici perciò, grazie alla più grande libertà che ognuno di noi ha, quella di scelta, sarà l’affluenza di pubblico ad elevare certi feticci vestiti a festa ad arte sublime o a rendere certe mostre un semplice obitorio. La brutta notizia invece è che, se da secoli esistono emulatori e falsificatori di quadri e dipinti, non oso immaginare quale genere di tentativi di riproduzione aspettarmi da questa esposizione. Nel frattempo un nutrito gruppo di persone scandalizzate (dalla stampa definite a prescindere “animalisti”) ha creato gruppi e petizioni per impedire questa mostra a Firenze. Io mi limiterò a disertare l’evento, credo che ormai le povere creature siano già divenute pelouches e più che fermare la cosa, preferisco contribuire a renderla un fiasco, cosicché non ci sia la voglia di replicare. Abbiamo già la Specola a Firenze, che per le più nobili ragioni di studio, espone quasi ogni creatura vivente da secoli, peraltro con immenso rispetto.

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Unconditional Love

1057786_10151567812638867_255738959_nMille le forme di amore, mille le sue dimensioni e sfaccettature, ciascuna unica e differente. L’amore di un cane però, è puro e assoluto come nessun altro. La piccola Hela ha risollevato l’umore dei miei genitori, soli ed annoiati, dopo la perdita di Penny. Stavo per arrendermi dal convincerli a riprovarci ed ora, se soltanto la porto via con me un paio di giorni, per loro è un dramma. Mio padre che fa conversazione con lei come fosse umana, mia madre che non se ne separa mai, ed io che ogni volta, sceso dall’auto, mi abbasso per terra a ricevere tutto il suo entusiasmo nel miglior benvenuto che si possa immaginare. Ed è così ogni giorno. A lei non importa se siamo stanchi, irritati, tristi, felici, giovani o vecchi: ogni giorno ha quintali di gioia da dispensare. Per noi è unica e speciale, ma ogni cane ha questo dono meraviglioso ed è pronto ad elargirlo a chiunque lo accolga, chiunque esso sia. Non è forse amore puro questo? Ho visto persone scettiche e poco inclini verso gli animali trasformarsi in completi “ebeti” all’arrivo di un cane in casa. Ho visto caratteri difficili e chiusi cambiare e migliorare grazie al proprio amico a quattro zampe. Ed è scienza, dimostrato quindi, che si tratta di un rapporto con soli benefici e nessuna controindicazione. Il prezzo? Un po’ di tempo e un po’ di amore da restituire. Tutto qua. E se ancora non avete mai provato questa gioia nella vostra vita, spero che possiate considerare di regalarvi un po’ felicità gratuita, un toccasana per l’anima, un supporto morale e un amico sempre disponibile.

La scelta è veramente ampia, ed è possibile davvero, ormai, incontrare le esigenze di tutti. Un cane adulto, abbandonato e triste in un canile, per la compagnia di chi è solo o depresso, il risultato è garantito. Un cucciolo euforico e pieno di brio da far crescere coi bambini, o al quale donare tutta la propria dedizione se invece di figli non se ne hanno o non se ne possono avere. Un cane anziano e schiacciato dall’inedia in una gabbia che chiede di finire il proprio tempo in un ambiente familiare e caldo. Un trovatello che appare all’improvviso e si installa nelle vostre vite. Ormai, finalmente, è possibile separarsi il minimo indispensabile dal proprio cane: molti uffici consentono l’accesso agli animali degli impiegati, quasi tutti i negozi sono tolleranti e favorevoli, così come ristoranti, luoghi di vacanza, mezzi di trasporto e alcune spiagge. Pensate che sia un impegno? Sono pronto a scommettere che sarete voi stessi a volervi “impegnare” quando vi accorgerete di cosa significa. Certo, non bisogna dimenticare che anche i cani hanno un carattere, e proprio come per i figli, è il risultato dell’educazione e dell’impegno ricevuti.

Parco Naturale dell’Orecchiella

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Cartina alla mano, pic-nic nella mente ed Hela al guinzaglio, Nicola ed io partiamo per visitare il Parco dell’Orecchiella, in Garfagnana. Il web ne tesse le lodi per la meravigliosa varietà faunistica, per la flora rigogliosa, per l’accessibilità ai disabili e gli innumerevoli sentieri da trekking di vario livello.  La segnaletica, invece, praticamente  lo ignora provenendo dal casello di Lucca Est, poi finalmente compare un imponente cartello marrone su una moderna rotatoria presso Castelnuovo in Garfagnana  ed infine… più nulla! Poco male, ho le idee molto chiare e l’orientamento abbastanza allenato: ci arriviamo in poco più di due ore da casa (Prato) coi nostri panini, le scarpe da trekking e quanto occorre per un sano relax da venticinque Aprile. Respiri profondi ed abitudine al peggio mi permettono di comportarmi in modo quasi contenuto quando, presso il centro visitatori, scopriamo che i cani non sono ammessi.

Non sono ammessi nei prati, nelle aiuole, nei recinti per famiglie, nei sentieri, nei boschi in genere, praticamente… nel parco! La motivazione è surreale: “i cani disturbano la fauna locale”. Immaginando che Lupi ed Orsi Bruni non arrechino alcun disturbo agli allegri cerbiatti disneyani ed alle danzanti moffette, mi sono guardato un attimo attorno ed ho pensato: che animali moderni! si alterano con un cane al guinzaglio e se ne infischiano di sguinzagliate orde di mocciosi urlanti con le loro pistole giocattolo, palloni ed ultrasuoni cosmici verso madri imbevute di cafoneria! Soluzione? Contare fino a dieci, girare i tacchi ed andarsene.

Aggiungo solo che la definizione di “Parco Naturale” mi pare quantomeno ridicola visto il triste zoo di animali in gabbia imprigionati a godimento delle famiglie paganti.

Hela Superdog

Hela SuperdogEcco a voi la nuova arrivata in famiglia: Hela. Dopo tre anni dalla morte del nostro piccolo tesoro adorato Penny, i miei genitori si sono finalmente fatti coraggio ed hanno deciso di riprovarci, anche perché, da quando me ne sono andato, la casa sembra incredibilmente vuota senza un cane che scorrazza per casa e nei campi. Avevamo deciso per una femmina per evitare l’angoscia delle fughe d’amore a cui per anni ci ha sottoposti il nostro Penny e così, quando mi sono imbattuto nell’annuncio del ritrovamento di questa piccola principessa nell’immondizia a Napoli, mi sono immediatamente attivato per l’adozione. L’associazione “Trovatelli 4000”  si occupa di evitare il canile ai numerosissimi randagi della zona di Napoli. L’affidamento è stato seguito e curato nei minimi dettagli anche grazie al supporto di una volontaria locale che è venuta a conoscere la nostra famiglia, a verificare che la casa fosse adatta per poi dare l’autorizzazione all’affido.  Non appena la sverminatura, il vaccino e la microchippatura della piccolina sono stati eseguiti, è partita una delle numerosissime staffette che avvengono a nostra insaputa in Italia:  sono tantissimi i volontari che si occupano di portare questi sfortunati verso il loro nuovo destino in famiglia e ci sono diversi snodi in cui si danno appuntamento per la distribuzione. Sabato scorso quindi, sono andato al casello autostradale di Firenze Nord, dove numerose famiglie aspettavano con ansia i loro piccolini. C’erano auto provenienti da Milano, da Napoli, da Bari, tutte cariche di piccoli e grandi quadrupedi. Altre auto, vuote, erano in attesa di proseguire verso altre destinazioni. Per noi è arrivato un grande furgone. Il momento è stato estremamente emozionante. Quando mi hanno chiamato hanno scaricato una piccolo trasportino rosa e bianco con sopra scritto il mio nome ed il nome provvisorio della cagnolina, che fino ad allora era Perlina. Ho aperto lo sportello e mi sono ritrovato fra le mani una minuscola creatura marrone con gli occhi neri e grandissimi che mi hanno subito fatto pensare ad Hela Supergirl, un cartone animato degli anni ’70-’80, e così la scelta del nome, che negli ultimi giorni aveva visto coinvolti anche i miei amici, è stata definitiva. La piccolina ha impiegato un solo attimo ad ambientarsi, è iperattiva, affettuosa e molto attaccata alle persone, seppure un po’ mordace come è normale a due mesi di età. E così l’avventura ricomincia, il ciclo della vita riprende e questa volta voglio godermelo al massimo, proprio come ho avuto la fortuna di poter fare nei diciott’anni più belli della mia vita.

Missione cucciolo

A due anni e mezzo dalla morte di Penny, mia madre sembra pronta ad accogliere un nuovo cucciolo, si tratta solo di scegliere il cagnolino giusto nel posto giusto. Non vedo l’ora,  i miei genitori senza un cane mi sembrano terribilmente soli. La scorsa settimana li ho portati al canile dove mio padre si è immediatamente innamorato di un batuffolino senza nome, ma non hanno voluto lasciarcelo adottare perché il terreno dei miei genitori non è recintato. Mi domando se certi canili si affezionano ai cagnolini al punto da ostacolarne l’adozione! Vorrà dire che prenderemo un cucciolo da un privato… speriamo presto!