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L’Alibi del Natale

santa0Natale imminenteggia… e come dice una nota canzoncina intrisa di buonismo e stucchevolezza… “…a Natale puoi, fare quello che non puoi fare mai… ” Diciamolo: ANCHE NO! Ecco alcune da non fare solo perché è Natale

1: Non puoi adottare un cucciolo, infiocchettarlo e metterlo sotto l’albero per i tuoi bambini solo perché loro lo vogliono. I cuccioli crescono, cambiano, impegnano e, soprattutto, stufano i bambini! Quanti giocattoli i vostri bambini dimenticano dopo un mese anche se sembravano tutto ciò che desiderassero nella vita? Col cucciolo accadrà esattamente la stessa cosa. Quindi, il cucciolo, adottalo per te, perché tu vuoi un cucciolo, perché tu hai tempo ed amore da dedicargli (nonostante i figli). Andrà d’accordissimo anche con loro, tranquillo.

2. Non devi Inviare fotografie di te, della tua famiglia, dei tuoi figli o dei tuoi cani con frasi prestampate del tipo “Tanta felicità dalla famiglia Ciccipìcci”. Certo, a meno che non siano dirette ad un parente in Nuova Zemilia privo di telefono ed internet che non vedi da vent’anni. E il resto dell’anno dov’eri? Smettila di fare il parente pop-up che si manifesta con messaggini a catena o con biglietti strazzacore comprati già scritti e solo per Natale. Dov’eri quando sono tornato dal viaggio? Quando mi sono operato? Quando avevo bisogno di una telefonata? Ecco. Appunto. Fancù.

3. Non puoi presentarti a casa dello zio ottantenne obeso e diabetico con una cesta di cioccolate, torroni e croccante. Un minimo di cervello inserito prima di levarti l’obbligo di elargire amore così sentitamente, occorre. Diversamente, stàttene a casa. Strûnz.

4. Non puoi pubblicare su tutti i social networkl foto di te con le babbucce a forma di alce, il cappello di pelliccia del Klondike in posa davanti ad un albero di quattro metri, fatto di sfere di cristallo e ceramica, e cinque minuti dopo lamentarti perchè la tredicesima se la mangiano le tasse. Hai fatto tutto da te, cìcci. Vai a pagarla con il pupazzo di neve robotico a grandezza naturale la tassa sui rifiuti e poi lamentati dopo.

5. Non credo tu sia molto credibile mentre ti lagni per il freddo e rimpiangi l’estate quando hai spruzzato di neve finta anche la testata del letto in camera e tutto in casa tua gronda schiuma spray e ghiaccioli di plexiglas.

6. E infine, solo al punto sei perché questo mai ha voluto essere un decalogo, non puoi non imbatterti nel blogger acideggiante che vaneggia sotto le feste perché sì, in fondo, egli stesso fa parte dell’opinabile e personalissimo elenco delle cose da non fare a Natale.

Auguri 🙂

xxx

Aridi auguri elettronici

Tutto è cominciato una decina di anni fa, quando le persone hanno iniziato a scambiarsi gli auguri via e-mail. Un modo per avvicinare le persone, abbiamo pensato in molti, benissimo finché la mail è personale e contiene una sincera richiesta di notizie condividendone di  proprie, chiudendosi magari con una genuina speranza di incontrarsi presto. Poco dopo è partita la malattia delle catene di messaggi sul cellulare. Un modo prima scherzoso, divenuto tristemente standard in molti rapporti. Al punto da vedersi recapitare frasi gelide, preconfezionate e dirette all’intera rubrica contenenti niente. Un gesto  utile soltanto all’operatore telefonico ma che lascia nel destinatario tanta tristezza. Auguri in rima, sciocchi ed impersonali che provengono spesso da persone delle quali hai scordato la voce, che durante l’anno avresti gradito sentire in un momento “no” e che grazie al tasto “invia a tutti” riescono solo a ricordarti quanto poco ancora vi accomuni e come sia giunto il momento di eliminarli dalla rubrica e dalla vita.  Risponderò augurando con sincera speranza che l’anno nuovo porti la possibilità di bloccare i messaggi da determinati mittenti. Auguri.