Thailandia ราชอาณาจักรไทย

La Thailandia mi ha immediatamente travolto col suo fascino, un luogo con un anima propria e forte, un paesaggio straordinario di una ricchezza indescrivibile. La gente è meravigliosa, davvero il popolo del sorriso. Persone fantastiche, molte delle quali in grado di dimostrare dignità anche immerse nella miseria. “Mai Pen Rai” significa “non importa, lascia stare, non ha importanza”, perché tutto si supera, col sorriso. BANGKOK: Appena arrivato lo shock è violento, il primo sentimento è il disgusto per lo smog soffocante, il rumore assordante, il caos, la sporcizia ed i contrasti violenti… …improvvisamente tutto il brutto scompare e diventa irrilevante, affascinante. Le persone sono affaccendate nei propri lavori, ognuno ha un proprio posto ed un proprio spazio, anche solo il metro quadro di una bancarella apparentemente misera, ma la miseria, in fondo, cos’è quando si riesce a mangiare, vivere sorridendo e rispettarsi? Non si avverte pericolo, minaccia, ostilità. Le imponenti strutture architettoniche, il sapore del cibo, il profumo nei templi, la tradizione. Si è sopraffatti da una città enorme e piccola, nuova e vecchia, straordinaria in ogni suo aspetto. DAMNOEN SADUAK: E’ qui che si trova il miglior esempio di mercato galleggiante rimasto in Thailandia, anche se è ormai una ricostruzione per turisti e gli oggetti in vendita sono  souvenirs reperibili ovunque. Interessanti sono le barche-bancarella con frutta o cucine funzionanti che servono pasti completi in mezzo all’acqua. La Provincia di KRABI è lussureggiante: affacciata sul Mar delle Andamane comprende una serie infinita di isole e isolotti ed una costa fantastica. Purtroppo, la crescente affluenza di visitatori ha portato gli abitanti a rincorrere il modello occidentale e così gran parte del fascino del luogo si è pian piano trasformato in un parco giochi per Europei ed Australiani che soffocano, sporcano e appestano questi luoghi fantastici. La gente del posto sembra convinta che sia un bene disseminare ristoranti Italiani a scapito di quelli thailandesi. Non ho certo volato dodici ore per mangiare una pizza! In ogni caso, i luoghi da vedere e le cose da fare sono innumerevoli, anche l’entroterra merita una visita e girare in scooter o in bici rende il tutto più affascinante, con i mille suoni che provengono dalla jungla, le scimmie che si affacciano curiose, gli elefanti, i fiori di ogni genere. AYUTTHAYA è l’antica capitale del Siam, distrutta nel diciottesimo secolo dai Khmer e in parte saccheggiata da Rama V che trasferì la capitale prima a Thon Buri e poi a Bangkok. Si narra che al massimo del suo splendore Ayutthaya avesse un milione di abitanti, una quantità enorme per l’epoca. Decine e decine di templi spiccavano nell’isola fluviale sulla quale la città è situata e ancora oggi è possibile visitare le moltissime rovine, alcune ancora molto ben conservate, strappate alla vegetazione. Si raggiunge in un’ora di treno da Bangkok e l’ideale è visitarla in bicicletta. Questa è stata una delle più belle giornate del mio primo viaggio. La seconda volta sono tornato in Thailandia dal nord, arrivando da Vientiane mi sono fermato a Nong Khai e poi sono sceso giù fin sul Golfo di Thailandia nella cittadina di Hua Hin. E’ e rimane un luogo magico con gente straordinaria, ma purtroppo queste persone stanno svendendo anno dopo anno la loro personalità e cultura all’occidente, annullando tutto quello che hanno di misterioso, affascinante, storico e culturale per un hamburger o una pizza. Peccato! Durante il mio secondo viaggio ho tenuto un diario di viaggio, che potete leggere cliccando nel menu Thailandia in alto.

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