Repubblica Ceca

L’ingresso in Repubblica Ceca è stato un po’ traumatico e non certo una buona impressione. Provenivo in auto da Dresda e Berlino, con Laura. Era un sabato sera: alla dogana di Dubì c’era una coda infinita di auto piene di ragazzi tedeschi diretti oltre confine per bere e fare tutto quello che non gli era consentito in patria, all’epoca non c’era ancora la Comunità Europea, magari oggi qualcosa è cambiato. Superata la frontiera, ci accorgemmo che la cittadina di Dubì era popolata da decine e decine di prostitute che si affacciavano da altrettanti balconi e giardini di casette lungo la strada. A Praga, nonostante l’ostello in cui abbiamo alloggiato fosse fatiscente, siamo rimasti molto appagati e ci siamo divertiti un sacco, soprattutto grazie ai prezzi incredibilmente bassi per noi. Ricordo che ad un ristorante abbiamo mangiato benissimo e con un servizio quasi lussuoso spendendo quanto una colazione in Italia. Rituali le visite al Vicolo d’Oro ed al Ponte Carlo. Durante il viaggio verso l’Italia ci siamo anche fermati a Plzen, per ammirare la famosa piazza, ma la cosa che più ci è rimasta nella memoria è stata la scorpacciata di dolci e salati in un forno del centro.

 

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